Posted by on agosto 25, 2018

L’albero del Fico tra storia e curiosità.

 

Per la facilità della sua riproduzione, sembra sia stata la prima pianta coltivata dall’uomo, undicimila anni fa, nella zona della Mezzaluna fertile. Il fico era molto noto ai popoli dell’antichità, che assieme alla pianta della vite, lo ritenevano un importante simbolo di fertilità e vita gioiosa.

Ai tempi della Grecia classica, i frutti di quest’albero venivano considerati degni di nutrire oratori e filosofi; Platone era ghiottissimo di quelli secchi, e se un bambino soffriva di balbuzie veniva portato sotto ad una fico per cercare di facilitargli la favella. 

Il fico era un albero sacro a Priapo, dio della fertilità greco e romano, in onore del quale sembra se ne consumassero i prodotti prima di un convivio amoroso. La convinzione che il fico fosse un eccitante erotico venne ribadita anche della Scuola Medica Salernitana “veneremque vocat, sed cuilibet obstat” (provoca lo stimolo venereo anche a chi vi si oppone). La medicina popolare vedeva nei numerosi semini, circa seicento per frutto, un segno della sua attitudine a favorire la fecondità. A luna crescente le coppie sterili staccavano due foglie da un albero e le mettevano sotto ai rispettivi cuscini perché si pensava avessero il potere di far arrivare dei figli.

Oggi il fico fa parte del panorama Mediterraneo, dalla Spagna alla Turchia. In Italia lo si trova sopratutto in Campania, Puglia, Calabria e Sicilia, ma è presente anche nelle altre regioni.

Centinaia sono le diverse varietà di questi frutti. La più comune è la “Ficus carica”, dalle molteplici dimensioni e colori, dal giallo al nero. I fichi vengono definiti a seconda del periodo in cui maturano: “fioroni” o “primaticci” (giugno e luglio), “forniti” (agosto e settembre), “tardivi” (autunno). Generalmente vengono raccolti a completa maturazione con tutto il peduncolo, nella ore più calde e asciutte della giornata.

Sono frutti ricchi di zucchero, minerali e vitamine anche se risultano facilmente digeribili. Possono essere consumati freschi o secchi, ed inseriti in ricette dolci (torte, gelati, marmellate) o salate (antipasti vari).

Nelle nostre campagne cilentane l’albero di fico è una presenza fissa e spicca con possenti macchie di un profondo verde scuro nelle zone marginali dei nostri terreni. Il suo albero rappresenta un punto privilegiato per ripararsi al fresco nelle ore più calde delle giornate dei mesi estivi. Il fogliame e i frutti rimasti immaturi, a fine estate, venivano un tempo utilizzati come foraggio per i bovini, quando l’erba fresca era ormai poca.

Un mito narra che Gea, per sfuggire a Giove che la stava inseguendo, fu salvata dal figlio, il titano Siceo, che fece crescere all’istante un albero di fico nascondendola fra i fitti rami. Per questo motivo, per molti secoli si è creduto che il fico non potesse mai essere colpito dai fulmini.

Il fico era anche la pianta per eccellenza delle origini di Roma: infatti la cesta di Romolo e Remo neonati, in balia delle acque del fiume Tevere, fu fermata dai rami di un fico selvatico.

Nei testi sacri cristiani, invece, il fico ha valenze sia negative che positive e ci sono più di trenta riferimenti a seconda delle traduzioni. La più famosa di tutte, è sicuramente quella che riguarda Adamo ed Eva, che recita così: «Allora si aprirono gli occhi e si accorsero di essere ignudi, cucirono delle foglie di fico e ne fecero delle cinture».

Il Frutto.

In cucina i fichi sono l’ingredienti principale di numerose preparazioni: fichi in insalata, focaccia e fichi, al forno, al rhum, alla panna, alla russa, alle spezie. Caldi, freddi, cotti e crudi, i fichi si possono adoperare in tantissime preparazioni, anche se la più gettonata dell’estate rimane sempre quella più classica di tutte, ovvero, “fichi e prosciutto”.

La ricetta di Salumi Tomeo per “Fichi e Prosciutto di Culatello alla Cilentana”.

Ingredienti per 4 persone

  • 4 fichi bianchi della varietà “Dottato”
  • 8 fette di Culatello “Salumi Tomeo” stagionato almeno 8 mesi
  • Polvere essiccata di mortella (mirto)

Preparazione:

1. Dividere in due parti i vostri fichi dottati: è importante che la tipologia di frutto sia proprio questo, poiché il suo sapore dolce e delicato andrà a sposarsi alla perfezione con gli altri ingredienti.

2. Dopo aver effettuato questa operazione, senza aver privato il fico della buccia, arrotolate attorno ai vari pezzi una fetta di culatello stagionato. Il gusto deciso del salume e la sua consistenza sono il perfetto “contenitore” per il frutto. 

3. Completate la vostra ricetta profumando l’antipasto con una leggera spolverata di polvere di mortella essiccata.

Buon appetito e buona estate da Salumi Tomeo!!!

 

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